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mercoledì 25 gennaio 2017

Analisi tecnico-ambientale su Rigopiano


Lontani da qualsiasi forma di sciacallaggio sulla tragedia dell'Hotel RIGOPIANO, pubblichiamo una attenta analisi tecnico-ambientale pervenutaci dal "FORUM ABRUZZESE DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA" impegnati da sempre nella difesa dell'Ambiente e dei beni comuni. Sosteniamo le loro battaglie e il loro impegno condividendo il principio che è doveroso opporsi oggi a progetti che sono le potenziali tragedie del futuro.
(Alternativa Sostenibile)

p.s. nella foto sono riportate:
a)la mappa del 1991, tratta dal portale cartografico regionale (il punto rosso segnala la posizione del Rigopiano);
b)l'estratto della la mappa geomorfologica del 2007 (il punto rosso segnala la posizione del Rigopiano)

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mercoledì 16 novembre 2016

Terremoto e accise






I VERI SCIACALLI NEI TERREMOTI SONO I POLITICI E GOVERNANTI CHE SFRUTTANO I DISASTROSI EVENTI NATURALI PER FARE CASSA. 
IN 50 ANNI LA RICOSTRUZIONE E' COSTATA 70 MLD (121 attualizzati) MA LO "STATO" NE HA INCASSATO 26I (Miliardi !) E NON LI HA REIMPIEGATI IN ADEGUAMENTI SISMICI !
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Per far fronte alle opere di ricostruzione delle zone interessate dai terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976), dell’Irpinia (1980), delle Marche/Umbria (1997), della Puglia/Molise (2002), dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna (2012) lo Stato in questi anni ha aumentato 5 volte le accise sui carburanti, consentendo all’erario di incassare in quasi 50 anni 145 miliardi di euro in valore nominale.
Se teniamo conto che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri stima in 70,4 miliardi di euro nominali (121,6 miliardi se attualizzati) il costo complessivo resosi necessario per ricostruire tutte e 7 le aree fortemente danneggiate dal terremoto (Valle del Belice, Friuli, Irpinia, Marche/Umbria, Molise/Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna), possiamo dire che in quasi 50 anni in entrambi i casi (sia in termini nominali sia con valori attualizzati) abbiamo versato più del doppio rispetto alle spese sostenute. Solo i più recenti, ovvero i sismi dell’Aquila e dell’Emilia Romagna, presentano dei costi nettamente superiori a quanto fino ad ora è stato incassato con l’applicazione delle rispettive accise.