venerdì 7 ottobre 2016

Report Conferenza dei servizi Biometano Artena del 4/10/2016




Condividiamo il report sulla Conferenza dei Servizi svoltasi presso l'uff. V.I.A. della regione Lazio riguardante l'impianto, ad alto impatto ambientale, di trattamento dei rifiuti con produzione di biometano e ammendante di scarsa qualità. Il nostro comitato, con il suo rappresentante, collabora fattivamente con i cittadini e i comitati locali per impedire la realizzazione della scellerata ipotesi impiantistica.

Alternativa Sostenibile
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COMITATO NO BIOMETANO
Report conferenza dei servizi
4/10/2016
Centrale biometano Artena
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Il 4 ottobre presso la Regione Lazio. si è svolta la seconda conferenza dei servizi per l’impianto di trattamento dei rifiuti organici con produzione di biometano di Artena . Presenti il comitato No Biometano di Artena nelle persone di Mino Massimei e Giancarlo Ceci ( consulente e tecnico estensore delle osservazioni per il Comitato), il comune di Artena nella persona del Sindaco e il responsabile dell'area tecnica, il consigliere Armando Conti , Bruno Ghigi ( Zero Waste Italy) e i progettisti dell'azienda. 
Il Comitato, per bocca del suo portavoce , Giancarlo Ceci, ha fatto mettere a verbale la delibera di contrarietà del Comune di Lariano espressa in quel Consesso Comunale. Ceci ha prodotto un documento in 19 punti ad integrazione delle precedenti Osservazioni tecnico –ambientali di 77 pagine precedentemente elaborate (con Garofolo) e consegnate all’Ufficio V.I.A. Svariate le criticità tecniche aggiunte che vanno dal piano di utilizzazione del Compost , alla mancata considerazione da parte dell'azienda degli effetti sul primo nucleo abitato di Lariano delle emissioni odorigene e degli effetti che queste potrebbero arrecare, alla questione del pozzo di approvvigionamento che l'azienda dice esistente ma che non risulta né all' ISPRA né ad Acea(come confermato dal dott. Verrelli dell'ASL ROMA 5 presente alla conferenza dei servizi). Ceci ha ribadito nel documento come nel progetto non c'è un piano di gestione dei mezzi pesanti in un tratto viario così inadeguato. Altre questioni molto critiche sollevate nella relazione sono la mancanza di chiarezza sulla quantità di biogas prodotto e la sua richiesta sul libero mercato con il rischio di una sovrapproduzione da smaltire in torcia d'emergenza con aggravio di emissioni inquinanti. Ancora continua : il Compost prodotto in questa tipologia di impianti ha sempre più bisogno di sostanze chimiche per l'attività di fermentazione con rischi per la salute degli operatori e per la qualità del compost prodotto che inevitabilmente altererà le componenti chimico-fisiche dei terreni dove verrà utilizzato . Non ultimo il fatto che tutta la nostra area è interessata da progetti di questo tipo: Velletri, Genazzano, Anzio e Gallicano ecc... un 'enormità per un territorio come il nostro. Altre note dolenti ribadite sono la questione dell'approvvigionamento elettrico in media tensione senza possibilità di riserva. E' evidente che al primo blocco dell'energia , in assenza di un gruppo elettrogeno, l'impianto perderà biogas e si attiverà la torcia di emergenza con emanazione di inquinanti verso l'esterno. Inoltre Ceci ha chiesto di tenere nella massima considerazione quanto riportato nel nuovo documento di ARPA LAZIO che assegna ad Artena la Classe 1 ( PESSIMA) per la qualità dell'aria e di sollecitare la stessa a riconsiderare il giudizio espresso sull’impianto che teneva conto di parametri ambientali riconducibili per Artena ad un Classe 2 , rafforzando l’ipotesi che questo nuovo impianto non sia da fare. Armando Conti ha messo sul piatto un’altra questione rilevante, dichiarando che per quanto riguarda l'area industriale dove dovrebbe sorgere il sito, si richieda la verifica dei limiti di caratterizzazione ambientale del suolo e delle acque , cioè se occorra o meno la bonifica o il ripristino ambientale. E' evidente che qualora ci siano inquinanti la cosa getterebbe una luce sinistra anche sulla mancanza di controlli degli organi competenti. Da notare la mancanza di un intervento a sostegno del Sindaco ( ricordiamolo che per legge è la massima autorità responsabile della salute della comunità) che come Pilato si è limitato ad ascoltare e a ribadire che esiste una delibera di contrarietà del consiglio. Molto poco per il rappresentante dei voleri di una comunità che si è espressa con più di tremila firme , incontri sul territorio ecc.... I progettisti , dal canto loro, hanno distribuito un cd ( più copia cartacea) contenente una modifica progettuale e le controdeduzioni alle osservazioni del Comune di Artena. Dal progetto vengono tolti i 7.500 t/ anno di funghi di depurazione sostituendoli con altrattanta FORSU. Evidente lo scopo: più FORSU più biometano prodotto più business economico. Altro nodo del contendere la questione degli sversamenti in fogna dell'azienda. Con il depuratore sotto sequestro l'azienda ribadisce che attenderà il dissequestro oppure si doterà di altre soluzioni. Nelle controdeduzioni al Comune ne indica però solo una: quella del trasporto in altro depuratore, con aggravio di mezzi e inquinanti su una strada assolutamente inadeguata per un transito di mezzi così ingente. Nessun intervento del rappresentante di ZERO WASTE ITALY, Bruno Ghigi,il quale non ha proferito parola. Dal nostro punto di vista possiamo concludere quanto segue: un' azienda sulla difensiva che modifica il progetto in corsa e cerca di chiudere in fretta l'iter della VIA, un sindaco equidistante e nervoso che cerca di stare tra il non irritare troppo l'azienda( al che la domanda sorge spontanea e legittima: PERCHE'?) e il rispetto, solo formale, della delibera di contrarietà del consiglio comunale. Un nuovo responsabile dell' Ufficio tecnico incolore, Una Zero Waste Italy totalmente muta, assente e inoffensiva ma che ha preteso di firmare il verbale. E' evidente che la partita in Regione si gioca tra il Comitato e l'azienda. La conferenza dei servizi si riaggiorna per la prossima e ultima seduta e della quale ve ne daremo conto.

Mino Massimei
Comitato No Biometano
ARCI Montefortino

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